lunedì 29 ottobre 2007

MORATORIA DI TUTTI I PROCESSI DI AFFIDAMENTO DEI SERVIZI IDRICI

LA LOTTA PAGA!

PRIMA STRAORDINARIA VITTORIA DEL

MOVIMENTO PER L’ACQUA!

ADESSO COSTRUIAMO TUTTI INSIEME

UNA GRANDE MANIFESTAZIONE NAZIONALE PER IL 1 DICEMBRE!

Care/i tutte/i del popolo dell’acqua,

ad un anno esatto dal deposito del testo della nostra legge d’iniziativa popolare, che ha dato il via alla straordinaria campagna di raccolta firme, il movimento per l’acqua ottiene una prima importantissima vittoria : ieri il Senato ha approvato, all’interno del Decreto Fiscale collegato alla Legge Finanziaria, l’articolo 26-bis che introduce la moratoria.

Arriva a compimento il primo degli obiettivi del movimento per l’acqua, richiesto con forza sin dalla manifestazione nazionale del 10 marzo scorso a Palermo, approvato in prima istanza alla Camera, ma che sembrava essersi definitivamente arenato al Senato.

La costante mobilitazione dei territori di questi mesi e l’incessante lavoro di pressione sulle istituzioni a livello nazionale, hanno invece consentito di rimettere al centro dell’agenda politica l’istanza della moratoria e di giungere alla sua approvazione.

Di seguito il testo approvato, cui seguono alcune annotazioni e commenti :

Art. 26-bis.

(Disposizioni in materia di servizi idrici)

1. Al fine di assicurare la razionalizzazione e la solidarietà nell'uso delle acque, fino all'emanazione delle disposizioni adottate in attuazione della legge 15 dicembre 2004, n. 308, integrative e correttive del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, contenenti la revisione della disciplina della gestione delle risorse idriche e dei servizi idrici integrati, e comunque entro e non oltre dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto non possono essere disposti nuovi affidamenti ai sensi dell'articolo 150 del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152. La titolarità delle concessioni di derivazione delle acque pubbliche è assegnata ad enti pubblici.

2. Nell'ambito delle procedure di affidamento di cui al comma 1 sono ricomprese anche le procedure in corso alla data di entrata in vigore della presente legge fatte salve le concessioni già affidate.

3. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e del Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali, predispone e trasmette alle Camere una relazione sullo stato delle gestioni esistenti circa il rispetto dei parametri di salvaguardia del patrimonio idrico e in particolare riguardo all'effettiva garanzia di controllo pubblico sulla misura delle tariffe, alla conservazione dell'equilibrio biologico, alla politica del risparmio idrico e dell'eliminazione delle dispersioni, alla priorità nel rinnovo delle risorse idriche e per il consumo umano".

Alcune annotazioni :

a) il decreto, per sua natura giuridica ha validità immediata; questo significa che, a partire dalla sua approvazione e per un periodo di 12 mesi, non sono possibili nuovi affidamenti;

b) sono vietati tutti i nuovi affidamenti a SpA di qualsiasi tipo; questo significa che non si possono fare affidamenti a SpA a capitale interamente privato, a SpA a capitale misto pubblico-privato e anche ad SpA a totale capitale pubblico;

c) sono bloccati anche tutti i procedimenti in corso di affidamento a qualsiasi tipo di SpA, che non siano già stati conclusi; questo significa che anche quegli ATO che hanno già deliberato la forma di gestione ma non hanno proceduto ad aggiudicazione diretta o attraverso gara non possono procedere.

Il provvedimento non interviene – e non poteva farlo- sugli affidamenti già conclusi.

Il provvedimento non interviene –e non poteva farlo- sulle aggregazioni fra società.

Per ribaltare queste situazioni, lo strumento è la nostra legge d’iniziativa popolare e la mobilitazione costante dei territori e a livello nazionale per riuscire a determinarne l’approvazione.

Il risultato fondamentale dell’approvazione della moratoria risiede nell’aver finalmente imposto un “bocce ferme” in attesa della nuova legge quadro e comunque per almeno 12 mesi.

Bocce ferme per chi stava spingendo sull’acceleratore delle privatizzazioni, terreno aperto perché la parola d’ordine del superamento delle SpA e della totale ripubblicizzazione dell’acqua si affermi come inderogabile.

Per questo diventa ancor più importante che tutte e tutti assieme lavoriamo con le menti e con i cuori per una grande riuscita della manifestazione nazionale a Roma del prossimo 1 dicembre.


IL COORDINAMENTO NAZIONALE DEL FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA

Infine un’ultima annotazione.

Poiché non abbiamo mai lesinato critiche –e continueremo a farlo ogni volta che sarà necessario- a chi ricopre ruoli istituzionali, pensiamo sia doveroso riconoscere il ruolo fondamentale che i senatori della “sinistra radicale” hanno tenuto in questa occasione, mantenendo ferma la barra sull’obiettivo richiesto dai movimenti, nonostante il contesto di estrema fragilità politica e parlamentare in cui l’approvazione della moratoria è avvenuta.

E un apprezzamento particolare anche a Walter Mancini che ha imbastito tenacemente e per due interi giorni un rapporto di confronto costante, quasi in diretta, tra i senatori e il Forum dei Movimenti per l’Acqua.


resoconto della seduta dove è stata approvata la moratoria

Legislatura 15º - Aula - Resoconto stenografico in bozza non corretta della seduta n. 239 del 25/10/2007

RIPAMONTI (IU-Verdi-Com). Esprime parere favorevole sugli emendamenti 26.3, 26.700, 26.7, 26.800, 26.14 (che assorbe il 26.15), 26.701 e 26.501. Chiede al Governo di accogliere gli ordini del giorno G26.100 e G26.101. Invita il senatore D'Alì a ritirare l'emendamento 26.500 e a convergere sull'emendamento 26.501. Il contenuto dell'emendamento 26.0.4 doveva essere inserito all'interno del cosiddetto provvedimento Bersani sulle liberalizzazioni, ma l'opportunità di un intervento immediato ha indotto a presentare il presente emendamento al decreto in esame: è comunque disponibile ad una diversa formulazione del testo, che accolga le indicazioni avanzate dal senatore Barbato. Il parere è negativo sui restanti emendamenti.

RIPAMONTI, relatore. Chiarisce che presenterà all'Aula un subemendamento all'emendamento 26.0.4.

PRESIDENTE. Riprende la discussione degli emendamenti riferiti all'articolo 26 del decreto-legge, avvertendo che molti Gruppi hanno esaurito i tempi a disposizione per gli interventi. Comunica la presentazione del subemendamento 26.0.4/1 del relatore, già stampato e distribuito.

PASTORE (FI). Dichiara il voto contrario all'emendamento 26.0.4, che recupera una norma analoga contenuta nel disegno di legge Bersani sulle liberalizzazioni, ma indirizzata, all'opposto, ad affermare un principio statalista. L'emendamento, infatti, blocca le gare per l'assegnazione della gestione dei servizi idrici ai privati, blindando di fatto ogni possibilità di liberalizzazione di un settore che soffre per le gravi inefficienze dell'amministrazione pubblica, che in alcune Regioni ha fatto registrare veri e propri abusi di potere. (Applausi dal Gruppo FI e del senatore Eufemi).

GRILLO (FI). L'emendamento 26.0.4, che impedisce ai privati di fare investimenti per ogni tipo di servizio idrico, è un chiaro esempio di demagogia e assolve alla funzione di accondiscendere alle pretese ideologiche degli esponenti della sinistra radicale. Sarebbe invece opportuno che si attuasse una vera liberalizzazione dei settori chiave del servizio pubblico mediante l'indizione di gare trasparenti, al fine di correggere le distorsioni introdotte dall'azione della pubblica amministrazione e delle società municipalizzate. (Applausi dal Gruppo FI).

BARBATO (Misto-Pop-Udeur). L'emendamento 26.0.4 non appare condivisibile in quanto dispone una sospensione, indefinita nei tempi, dell'assegnazione ai privati della gestione del servizio idrico, che si presta a numerosi equivoci. La complessità della materia non consentte una definizione tramite decreto-legge e l'inadeguatezza infrastrutturale del Paese rende inopportuna la previsione di una titolarità esclusiva degli enti pubblici nella gestione dell'acqua come bene comune. Per le ragioni esposte annuncia il voto favorevole al subemendamento 26.0.4/1.

D'ONOFRIO (UDC). Dichiara il voto contrario all'emendamento 26.0.4 e annuncia la volontà di approfondire la tematica in sede di discussione del provvedimento sulle liberalizzazioni.

DEL PENNINO (DCA-PRI-MPA). La norma contenuta nell'emendamento 26.0.4 rappresenta uno stralcio di quanto già previsto nel provvedimento sulle liberalizzazioni presentato dal ministro Bersani, che nel complesso è finalizzato ad aprire spazi all'ingresso dei privati del settore dei servizi pubblici, in un regime di concorrenza trasparente, ma che nel caso dei servizi idrici manifesta una totale chiusura, imposta dalla componente radicale della maggioranza. Il canale preferenziale riservato solo a tale norma e non al complesso delle disposizioni sulle liberalizzazioni dimostra il successo politico di una parte della sinistra a scapito delle esigenze reali del Paese. (Applausi dai Gruppi DCA-PRI-MPA e FI).

BATTAGLIA Giovanni (SDSE). Distingue la propria personale posizione, giudicando impropria la procedura in base alla quale il relatore presenta un subemendamento all'emendamento della Commissione e, nel merito, ritiene il subemendamento peggiorativo, in quanto appare preferibile riservare la titolarità esclusiva della gestione del servizio idrico al soggetto pubblico, piuttosto che prevedere una breve moratoria, oltretutto di difficile applicazione.

CARUSO (AN). Il Gruppo di Alleanza Nazionale, favorevole all'apertura del settore dei servizi alla concorrenza attraverso procedure trasparenti, non condivide l'obiettivo dell'emendamento di assegnare esclusivamente ad enti pubblici la gestione dei servizi idrici. Rileva, inoltre, l'opportunità di correggere il testo del subemendamento, sostituendo la formulazione "non oltre dodici mesi", che appare ambigua, con le parole "per un periodo massimo di dodici mesi". (Applausi dai Gruppi AN, FI e LNP).

SODANO (RC-SE). L'interpretazione della norma che deriverebbe dall'approvazione del subemendamento data dal senatore Battaglia non è corretta, in quanto con il subemendamento in realtà si esplicita meglio l'intento di introdurre una moratoria (che deve obbligatoriamente indicare un termine) per l'affidamento del servizio ai privati. Inoltre, non potendo disporre una moratoria riferita ai soli soggetti privati, si è reso necessario sopprimere il riferimento esplicito contenuto nell'emendamento 26.0.4, fermo restando che il comma 2 del subemendamento garantisce la sospensione di tutti i nuovi affidamenti. (Applausi dal Gruppo RC-SE).

DE PETRIS (IU-Verdi-Com). Il subemendamento del relatore funzionale all'obiettivo di conseguire, previa moratoria delle procedure di affidamento dei servizi idrici in corso verso tutti i tipi di società, il riordino, in mano pubblica, della gestione dei servizi idrici stessi, che deve realizzarsi nelle more della revisione del decreto legislativo n. 152 del 2006, la delega ambientale.

BRUTTI Paolo (SDSE). Anche se il testo del subemendamento non è pienamente soddisfacente in quanto fissa un termine per la moratoria delle procedure di affidamento, invita il senatore Giovanni Battaglia a riconsiderare la sua posizione per scongiurare il rischio che si ritorni alla situazione precedente.

CASTELLI (LNP). Dichiara il voto favorevole all'emendamento 26.0.4 e contrario all'emendamento 26.0.4/1.

LETTIERI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Esprime parere favorevole sull'emendamento 26.0.4/1.

BATTAGLIA Giovanni (SDSE). Per evitare all'opposizione di approfittare delle sue perplessità voterà a favore dell'emendamento 26.0.4/1, pur rimanendo fermo nelle proprie convinzioni. (Applausi dai Gruppi SDSE, Ulivo, RC-SE e IU-Verdi-Com).

Con distinte votazioni nominali elettroniche, chieste dal senatore CARRARA (FI), sono approvati gli emendamenti 26.0.4/1 e 26.0.4, nel testo emendato. E' quindi respinto l'emendamento 26.0.5.


Legislatura 15º - 5ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 144 del 19/10/2007

Il relatore RIPAMONTI (IU-Verdi-Com) si rimette al Governo sull'emendamento 26.0.5, dichiarandosi infine favorevole all'emendamento 26.0.4.

Il sottosegretario LETTIERI si esprime in senso conforme al relatore, ad eccezione delle proposte emendative 26.0.4, per il quale invita il proponente a ritirare la proposta, e 26.0.5 su cui il parere è contrario.

Il rappresentante del GOVERNO invita i presentatori dell'emendamento 26.0.4 al ritiro dello stesso, atteso che la disciplina in esso contenuta è inserita nel decreto Bersani, proponendo in alternativa l'accantonamento di tale proposta emendativa.

Il PRESIDENTE, dopo che il senatore TECCE (RC-SE) ha dichiarato l'intenzione di non ritirare l'emendamento 26.0.4, propone l'accantonamento temporaneo dello stesso.

Conviene la Commissione su tale proposta.

Legislatura 15º - 5ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 146 del 22/10/2007

Si passa all'esame dell'emendamento 26.0.4, accantonato nella seduta pomeridiana di venerdì 14 ottobre.

Dopo che il RELATORE ha espresso parere favorevole sull'emendamento 26.0.4, il rappresentante del GOVERNO prende la parola, dichiarando di non condividere l'avviso testé espresso dal relatore e formulando pertanto parere contrario in ordine alla predetta proposta emendativa.

Il senatore VEGAS (FI) preannuncia, anche a nome del Gruppo parlamentare di appartenenza, il voto contrario in ordine all'emendamento 26.0.4, evidenziando che la publicizzazione dei servizi idrici è suscettibile di diminuire gli standard di qualità degli stessi; il senatore BARBATO (Misto-Pop-Udeur) preannuncia l'astensione al voto. Quindi la Commissione accoglie, con apposita votazione, tale proposta emendativa.

domenica 21 ottobre 2007

20 OTTOBRE. 1.000.000 IN PIAZZA!

Un milione di persone in piazza.
di Anna Maria Bruni
Cosa vuol dire per te partecipazione? “Contare”, “vedere che la tua vita, i tuoi bisogni, determinano le scelte del governo”, “il diritto a decidere della propria vita”. La maggior parte di quelli a cui ho posto la domanda, alla manifestazione, ha risposto così. Un milione di persone. Venute in piazza da tutta Italia per dire basta alla precarietà, che attraversa ormai tutti gli aspetti della nostra vita, a cominciare dal lavoro. Per dire che le nostre richieste devono incidere nelle scelte del governo.
E sono venuti a dirlo
associazioni, comitati, movimenti di base, non solo organizzazioni; questi erano gli striscioni che sfilavano per tutto il corteo: tantissime RSU, Centri sociali, associazioni territoriali, Comitati per l’acqua bene comune, comitati migranti, comitati di precari, per la scuola, comitati gay e lesbiche, comitati contro la guerra, insieme a tante organizzazioni più note come il Forum ambientalista, la Rete femminista per la sinistra europea, il Million marijuana march, il Centro per i diritti del lavoro ‘P.Alò’ , il Network delle comunità in movimento, Lavoro società e Rete28 aprile della Cgil - con il simbolo nonostante il divieto, la Rete del Nuovo Municipio, la Sinistra europea, insieme naturalmente ai quotidiani che hanno promosso questa manifestazione, ‘il manifesto’, ‘Liberazione’ e ‘Carta’, ai Comunisti italiani e infine a Rifondazione comunista, che ha aderito e contribuito alla riuscita di questa giornata con uno sforzo organizzativo enorme.
E di Rifondazione
erano presenti tantissimi circoli, dai luoghi più disparati della penisola, che portano sempre diverse e preziose esperienze territoriali, gli stessi che cercano una comunicazione in rete attraverso questo sito per raccontare quello che fanno, come il Circolo di Trieste, che troverete nelle foto e che ci manda a dire che “la raccolta di fondi per aprire la Casa del popolo ha avuto successo”. Tanti popoli ma uno solo, unito dallo stesso bisogno di dire basta alla precarietà del lavoro, basta all’impossibilità di avere una casa, basta alla guerra, difendere diritti civili, il diritto alla salute, all’istruzione, il diritto a difendere l’ambiente in cui si vive. E diritto a chiedere conto al governo della sua incoerenza con un programma che aveva questi come punti fondamentali, e per affrontarli davvero gli è stato dato mandato a governare.
I comitati contro la base di Vicenza e contro la Tav in Val di Susa infatti erano presenti solo con delle rappresentanze, perché sono quelli che sulla loro pelle stanno sperimentando l’incapacità di ascolto del governo, che non sta neanche tentando di trovare una strada per accogliere le richieste che vengono da questi territori. La loro risposta allora è stata l’autoorganizzazione, oltre la partecipazione, ed è qui che in parte misurano la differenza con questa manifestazione. Non somiglia loro completamente, ancora. Ed è su questo punto, dirimente, che il loro autoorganizzarsi ha rivoltato il senso della politica, dell’impegno, della ‘partecipazione’: sono le istituzioni a doversi misurare con loro, e non viceversa.
Ed è Pierlugi Sullo
, direttore di Carta, a volerlo sottolineare dal palco, dicendo come è vero che sia incredibile dover ancora protestare e lottare per diritti che dovrebbero essere elementari, e di seguito Rossana Praitano e Aurelio Mancuso di Arcigay per la difesa dei diritti civili di tutto il mondo glbtq, e Giuliana Sgrena, del ‘manifesto’, che citando Ingrao in un’intervista di qualche giorno fa sul suo giornale, dice che è vero, che la lotta per la pace si è infiacchita e che bisogna riprenderla con più forza. Enzo Avitabile dà il via al concerto.
Poi interviene Federico Sciarpelletti, delegato Slc-Cgil Vodafone di Roma. Riassume bene tutto il senso della manifestazione di oggi: “Presidente Prodi, lei aveva promesso, nero su bianco, in un programma condiviso con le forze politiche della sua coalizione e con l’aiuto degli elettori, il superamento della legge 30 e la sua sostituzione, da realizzare entro i primi 100 giorni di governo. Ne sono passati più di 500, e questa maledetta legge è ancora lì. Oltretutto è stata legittimata con il protocollo sul welfare del 23 luglio, sdoganato con 30 euro in più ai pensionati, molta confusione e nessun contraddittorio degno di questo nome. Nonché con la disastrosa dichiarazione di un segretario di sindacato, lo stesso che oggi ha vietato l’uso del suo simbolo. Una scelta imbarazzante per chi come me ha la tessera con quel simbolo, e una dichiarazione volta a considerare il voto sul protocollo come un referendum sul governo, e dunque a scaricare sui lavoratori contrari la responsabilità dell’eventuale caduta del governo”.
Musica e interventi si alterneranno dal palco per tutto il pomeriggio mentre il corteo continuerà ad entrare in piazza fino a sera. Oltre ogni previsione.
Pietro Ingrao
ha voluto salutarlo questo popolo immenso, aprendo gli interventi dal palco all’inizio del pomeriggio, con un invito a non abbassare la guardia nella lotta contro la guerra e per i diritti sociali, che è anche un messaggio da parte di chi ha scelto di dedicare la propria vita all’impegno politico, a chi questo impegno lo ha assunto ancora una volta ieri in piazza: “la lotta continua”.

Roma, 20 Ottobre 2007 www.rifondazione.it

giovedì 18 ottobre 2007

INTERROGAZIONE SU INSEDIAMENTI DI STAMPO MAFIOSO NELLA MARSICA

Pubblichiamo sul nostro portale (www.rifondazionemarsica.org) l'interrogazione parlamentare presentata ieri e firmata, tra gli altri, dal senatore di Rifondazione Comunista Senatore Giuseppe Di Lello.

L'interrogazione permetterà, finalmente, di aprire una discussione aperta sul tema, delle infiltrazioni mafiose, che è un problema reale e attuale del nostro territorio. Ci si augura che, sia a livello parlamentare che (speriamo) locale, si rompa il silenzio (prerogativa di queste problematiche dalle nostre parti) che nasconde da troppo tempo all'opinione pubblica marsicana piaghe quali il riciclaggio di denaro mafioso.

Nodo centrale dell'interrogazione è proprio il riciclaggio di denaro con particolari riferimenti al territorio del Comune di Tagliacozzo...

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Interrogazione con risposta urgente in aula

Ai Ministri dell'Interno, della Giustizia e dell'Economia

Premesso che:

la Direzione Nazionale Antimafia, nella sua relazione annuale (dicembre 2006) relativa alle dinamiche e strategie delle associazioni mafiose nel Distretto de L’Aquila, riferisce che:

“….le informazioni acquisite ….confermano la fondata convinzione che il territorio abruzzese possa dirsi sostanzialmente immune da radicati insediamenti di matrice mafiosa, quantunque siano in costante aumento ed assumano connotati di maggiore significatività le presenze criminali organizzate nel pescarese e nel teramano (principalmente nel settore del gioco d’azzardo, della contraffazione illegale di prodotti commerciali e dello spaccio di sostanze stupefacenti).”

“Ad ogni buon conto la Regione Abruzzo, così come la Provincia di L’Aquila, per motivi legati soprattutto alle radici culturali e storiche, non produce di regola fenomeni criminali associativi autoctoni, almeno intesi in senso tradizionale.”

“ Prendendo le mosse dagli indici di riferimento di regola utilizzati per ipotizzare la presenza di gruppi organizzati, anche di stampo mafioso, le conclusioni potrebbero dar luogo ad un quadro relativamente tranquillo; non a caso l’Abruzzo viene tradizionalmente associato all’immagine “dell’isola felice”, forse perché è lontano da fatti di sangue, plateali azioni intimidatorie o attentati dinamitardi di matrice estorsiva, che caratterizzano le mafie più pericolose.”

Dopo tali rassicuranti constatazioni, la relazione propone una specie di seconda premessa (“....volendo, tuttavia, approfondire gli indici di riconoscimento dei gruppi organizzati, anche sotto il profilo latente e sintomatico, le conclusioni appaiono diverse…”) cui segue l’elencazione di fatti e circostanze quali, tra l'altro:

- un numero di istituti bancari e società finanziarie assolutamente abnorme rispetto alla densità della popolazione, al reddito pro capite, e al volume economico delle imprese attive …. nonché alla tipologia delle forme di investimento, che restano caratterizzate dalla tendenza a non investire sul territorio di appartenenza;

- attività di indagine della Polizia giudiziaria hanno accertato una decina di bancarotte fraudolente e truffe con conseguenti indebiti arricchimenti per almeno 5 milioni di euro con notevoli pregiudizi economico-patrimoniale per almeno un centinaio di imprenditori......con emissione di numerose ordinanze di custodia cautelare per fatti riconducibili a responsabilità penali di natura associativa per episodi di riciclaggio, reimpiego, truffe, ecc. e con il sequestro preventivo di quote societarie, beni mobili e immobili per un valore ammontante a 15 milioni di euro;

- a tal proposito gli organi di polizia hanno reiteratamente segnalato l'esistenza di ragioni di sospetto circa la presenza di interessi del crimine organizzato pugliese, siciliano e soprattutto campano in relazione a rilevanti operazioni di investimento immobiliare soprattutto sul litorale adriatico interessato da imponenti insediamenti immobiliari nel settore alberghiero e della ricreazione collettiva;

dopo aver messo in rilievo dette situazioni che causano allarme per una possibile opera di infiltrazione di capitali di illecita provenienza nel sistema finanziario regionale e fatto cenno ad altri fenomeni di criminalità, la Relazione della D.N.A. concludeva:

" Investigazioni di notevole complessità ed impegno sono state condotte in via esclusiva dalla procura della Repubblica di Pescara, così sfuggendo a più approfondite valutazioni sotto il profilo di una eventuale realtà associativa che avrebbe potuto giustificare un coinvolgimento della procura distrettuale antimafia de L'Aquila, peraltro, composta da poche unità."

Secondo recenti notizie di cronaca, gli investigatori della Procura distrettuale di Palermo seguendo il c.d. "tesoro di Ciancimino" (l'ex Sindaco di Palermo noto alle cronache giudiziarie) si sarebbero imbattuti nella "Alba d'oro s.r.l." che sta realizzando una mega struttura turistica nel territorio del Comune di Tagliacozzo;

detta s. r. l. - proprietaria della concessione edilizia per la struttura ricettiva sopra citata, si è costituita nel settembre del 2002 con il tributarista Gianni Lapis come presidente del consiglio di amministrazione;

Gianni Lapis è indicato dai magistrati palermitani come il prestanome dei Ciancimino e, infatti, lo stesso era detentore delle quote della Gas S. p. A. prima che questa venisse venduta da Massimo Ciancimino ad una multinazionale spagnola per 120 milioni di euro;

con sentenza - di 1° grado - del 9 marzo 2007 (proc. pen. N.12021/2004) il Gup del Tribunale di Palermo ha condannato (con il rito abbreviato e con la conseguente riduzione di pena) Gianni Lapis a 5 anni di reclusione per il reato di cui all'art. 12 quinquies, comma 2 (Trasferimento fraudolento di valori) Legge n. 306/92, l'Avvocato Ghiron a 5 anni di reclusione e Massimo Ciancimino a 5 anni e 6 mesi di reclusione, questi ultimi due per lo stesso reato contestato a Lapis e con la continuazione con il reato di cui all'art. 648 bis c.p. (riciclaggio);

il progetto della struttura turistica era stato presentato nel 2002 al Comune di Tagliacozzo dalla "Ricci e Zangari s.r.l." (soci Achille e Augusto Ricci e Nino Zangari all'epoca assessore del Comune di Tagliacozzo) che poi lo ha ceduto alla "Alba d'oro";

il capitale sociale della Alba d'oro è di 40.000 euro e, segnatamente, Nino Zangari per 6.600 euro, Augusto Ricci per 6.800 euro, Achille Ricci per 6.600 euro e la Sirco S. p. A. per 20.000 euro e, cioè, per il 50% del capitale sociale;

alla Sirco, che ha sede in Palermo, nel luglio del 2005, nel prosieguo dell'indagine, il Gip del Tribunale di Palermo ha sequestrato in via preventiva i capitali sociali;

i fatti sopra riportati confermano quanto riferito dalla Direzione Nazionale Antimafia sull'Abruzzo come un possibile territorio di riciclaggio di denaro proveniente dalla criminalità organizzata siciliana e conferma, inoltre, il giudizio - anche se espresso in forma molto diplomatica - della scarsa capacità di incidenza investigativa della Direzione Distrettuale Antimafia dell'Aquila sui fenomeni associativi presenti nella regione;

per sapere:

quale valutazione danno della situazione di alto rischio riciclaggio venutasi a creare a Tagliacozzo e nella Marsica con la attività della Alba d'Oro;

se la Procura Distrettuale dell'Aquila, gli organi di Polizia giudiziaria e la Guardia di Finanza in particolare - ferma restando la tutela del segreto istruttorio - stanno monitorando la vasta rete di società che operano in Abruzzo e che sembrano essere riconducibili alla criminalità organizzata siciliana, campana e pugliese;

se non sia il caso di verificare l'adeguatezza dell'azione investigativa della Procura Distrettuale dell'Aquila attraverso la valutazione degli eventuali risultati conseguiti nel settore del riciclaggio di denaro di provenienza illecita, settore sul quale, per ora, sembra indagare più l'Autorità giudiziaria di Palermo che quella dell'Aquila.

Sen. Giuseppe Di Lello Finuoli

Sen. Loredana De Petris

Sen. Luigi Lusi

MANIFESTAZIONE NAZIONALE 20 OTTOBRE

Oggi conferenza stampa di presentazione della manifestazione

«Qual è il senso della manifestazione del 20 ottobre? »: se lo chiede Guglielmo Epifani in un’intervista apparsa oggi sulla Stampa. Se Epifani avesse assistito alla conferenza stampa che questa mattina i promotori della manifestazione del 20 ottobre hanno tenuto all’Hotel Nazionale, forse avrebbe le idee più chiare. Le tante voci che hanno spiegato il senso della loro partecipazione alla manifestazione, restituiscono il quadro di un corteo plurale e per nulla «identitario», come invece ha affermato il segretario generale Cgil.

Ha introdotto la conferenza stampa Pierluigi Sullo, direttore di Carta, che ha ricordato le caratteristiche della manifestazione, a partire dall’appello di convocazione diffuso da manifesto, Carta e Liberazione il 3 agosto scorso e firmato dai direttori dei tre giornali con altre dodici personalità impegnate nel mondo della cultura, del pacifismo e dei movimenti sociali. «Tra i promotori, ad esempio, c’è anche Lisa Clark, di Beati i costruttori di pace, un’organizzazione del pacifismo cattolico», ha detto Sullo per sottolineare i tanti mondi che si incontreranno il 20 ottobre. La manifestazione partirà da piazza Esedra e arriverà a piazza San Giovanni, la piazza storica delle grandi manifestazioni [«ma anche del Family Day», sottolinea Sullo provocatoriamente].

A Palazzo Chigi, a pochi metri dalla conferenza stampa, si teneva il consiglio dei ministri che ha approvato il protocollo d’intesa sul welfare oggetto di consultazione sindacale nei giorni scorsi. «Noi rispettiamo quel voto – ha detto Gabriele Polo, direttore del manifesto – Ma il protocollo sul welfare non risolve i problemi che affliggono il paese. Ed è strano che il segretario della Cgil si infastidisca per una manifestazione». Anche Piero Sansonetti, direttore di Liberazione, ha espresso «sorpresa» per l’atteggiamento di Epifani [cui gli organizzatori hanno chiesto un incontro], e ha sottolineato le due sconfitte dell’ultimo anno: il naufragio della legge sui Pacs e l’intesa del 23 luglio sul welfare. Una connessione, quella tra diritti civili e sociali, che è stata segnalata anche da Bianca Pomeranzi della Rete femminista.

La parola è passata poi a Giulio Marcon, di Sbilanciamoci, che si è augurato che la manifestazione serva a migliorare la Finanziaria. «La legge di bilancio – ha spiegato Marcon – taglia le tasse alle imprese ma non ai lavoratori, non introduce la tassazione delle rendite finanziarie e aumenta le spese militari» [tema, quest’ultimo, segnalato anche da Fabio Alberti, di Un ponte per…]. Rossella Palagi, delegata Rsu Fiom all’Almaviva [azienda in cui il no alla consultazione sul welfare ha raggiunto il 66 per cento] ha ribadito l’adesione di molti delegati sindacali. Mimmo Dieni, Rsu della Funzione pubblica Cgil e vigile urbano a Roma, ha ricordato che la legge finanziaria «non prevede il rinnovo del contratto della pubblica amministrazione» e ha criticato le politiche securitarie di molti sindaci del centrosinistra: «Pensino piuttosto a garantire il diritto allo studio ai bambini rom». Federico Sciarpelleti, delegato Rsu di Vodafone, ha ricostruito la vicenda dell’esternalizzazione di 914 posti di lavoro da parte della multinazionale della telefonia. «Sarà una lavoratrice Vodafone–ha ricordato Sullo–a leggere il comunicato che chiuderà la manifestazione».
Antonio Ferrentino presidente della comunità montana bassa Val di Susa e Val Cenischia, ha annunciato che martedì prossimo si terrà un’assemblea in Valle sui temi del corteo, dopo la decisione dei No Tav di non parteciparvi. Per Bartolo Mancuso di
Action bisogna essere in piazza «contro questo governo» che non riesce «neanche a bloccare gli sfratti come aveva fatto persino il centrodestra». E ha citato le requisizioni di case che ieri ci sono state a Roma come «esempio di diritto creato dal basso». Infine, Aurelio Mancuso di ArciGay ha parlato di «un disegno del blocco centrista, che punta a governare il paese senza le sinistre. La parzialità che esprimiamo non può essere fine a se stessa, deve entrare in relazione e stare in un progetto più ampio».

Carta, 12 Ottobre 2007


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